Architettura


Premio FURLA per l’arte

Elisabetta Di Maggio – Grazia Toderi – Luca Trevisani – Patrick Tuttofuocoin mostra a
SPACE FOR YOUR FUTURE
MOT Museum of Contemporary Art, Tokyo
27 Ottobre 2007 ­ 20 Gennaio 2008
Furla celebrerà il suo 80° Anniversario partecipando alla mostra SPACE FOR YOUR FUTURE che si svolgerà a Tokyo, al MOT (Museo di Arte Contemporanea)
dal 27 Ottobre 2007 al 20 Gennaio 2008.
La mostra è curata da Yuko Hasegawa, direttrice del MOT, e da Chiara Bertola, in qualità di advisor curator speciale per questo evento.
Elisabetta Di Maggio, Grazia Toderi, Luca Trevisani e Patrick Tuttofuoco sono i quattro artisti italiani selezionati per l¹evento al MOT, che presenteranno un loro ultimo lavoro. Ognuno di loro ha partecipato in modi diversi alle selezioni del Premio Furla per l¹Arte nel corso delle sue edizioni.

L¹obiettivo della mostra è quello di raccontare le numerose confluenze e sinergie che intercorrono tra le diverse discipline creative; un fenomeno che, emerso verso la fine degli anni ’90, si è sviluppato in maniera esponenziale nella prima decade del XXI° secolo, fino a distinguersi come un vero e proprio trend.
Un fenomeno analogo si era già registrato nei primi anni del secolo scorso, quando si cercò di giungere ad una visione mondiale utopistica dello spazio architettonico attraverso la combinazione delle diverse discipline creative in un’unità ideale.

Le intersezioni che esistono oggi tra variegati gusti individuali e i valori di una società informata e aggiornata, con i suoi network stratificati,
possono essere considerate come un processo guidato da intrecci e collaborazioni interdisciplinari, finalizzati a produrre un nuovo DNA per vivere un presente piuttosto complesso. Molte di queste opere intendono creare nuovi spazi di coesistenza e di comunicazione.

La mostra SPAZIO PER IL TUO FUTURO,
presenta una serie di progetti diversificati nella proposta di nuovi spazi comunicativi in grado di stimolare e trasformare le sensibilità, le percezioni sensoriali e la curiosità intellettuale di coloro che vi si muovono all’interno.
L’idea di ‘spazio’ citata nel titolo non significa semplicemente spazio fisico, ma piuttosto spazio in quanto ambiente che circonda l’individuo come essere dotato di sensibilità fisica e spirituale. Quando pensiamo di indossare degli abiti, per es. in termini di spazio concepito intorno a quell’individuo, si tratterà di percepire gli abiti e l’armadio, oppure gli abiti e il design spaziale come un’unica cosa.
Questa forma di pensiero che attraversa un ampio spettro di discipline, o meglio che re-interpreta il territorio di un genere, può essere ritrovato in molti creatori ed artisti, presente in diversi modi attraverso la loro particolare visione dello ‘Space for your future’.

Come maggior centro culturale in Asia, Tokyo è stato il motore della nuova creazione. È qui che l’arte, la moda, l’architettura, il graphic design e product design, le produzioni film/video e il design ambientale interagiscono liberamente, senza essere ostacolati da strutture gerarchiche, con un dinamismo che riesce dunque a generare nuove forme.

ELISABETTA DI MAGGIO
Senza titolo
installazione di carta, 2007
Uno spazio di carta intagliato con forme di microrganismi e di piante urbane che lega insieme come in un ricamo la cultura umana e la natura GRAZIA TODERI
Rosso Babele
Doppia video proiezione, 2007
L’immagine di due città sovrapposte, trasparenti e brulicanti di luci, rappresentano uno spazio da un lato proiettato verso l’alto dall’altro vertiginosamente sprofondato in un baratro

LUCA TREVISANI
Platinoiridio
Video istallazione ambientale (16mm film), 2007
L¹immagine di un uomo che misura ossessivamente l’ambiente introno a sè con un metro di 5 metri, diventa la proiezione del desiderio umano di contenere lo spazio infinito.
PATRICK TUTTOFUOCO
Long distance runners
Video proiezione, 2007
La video istallazione, realizzata con la collaborazione del regista Mattia Matteucci, mette insieme le immagini di un viaggio fatto in India e Cina, paesi destinati a creare gli spazi dominanti nel futuro del mondo.

Artisti in mostra:

Architettura:
AMID* architecture cero9 Spain
Junya Ishigami (Japan)
R&SieŠ(France)
SANAA (Japan)

Graphic Design, Product Design:
Air-Bar Project (Japan)
Campana Brothers (Brazil)
Contenido Neto (Argentina)
DEMAKERSVAN (The Netherlands)
DRAFT (Japan)
Ichiro Higashiizumi (Japan)
Mikiko Minewaki (Japan)
MONGOOSE STUDIO (Japan)
NENDO/Ooki Sato (Japan)
Mika Ninagawa (Japan)
Noriyuki Tanaka (Japan)

Fashion Design:
BLESS (Germany)
COSMIC WONDER (Japan)
Hussein Chalayan (UK/Cyprus)

Arts:
Kiichiro Adachi (Japan)
ASSUME VIVD ASTRO FOCUS (Brazil)
Olafur Eliasson (Denmark)
Shaun Gladwell (Australia)
Michael Lin (Taiwan)
Elisabetta Di Maggio (Italy)
Ernesto Neto (Brazil)
Carsten Nicolai (Germany)
Tobias Rehberger (Germany)
Pipilotti Rist (Switzerland)
Grazia Toderi (Italy)
Luca Trevisani (Italy)
Patrick Tuttofuoco (Italy)
Barbara Visser (The Netherlands)
Apichatpong Weerasethakul (Thailand)

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A cura di Valter Balducci e Valentina Orioli

Dal 7 novembre al 16 dicembre 2007

Chiesa dello Spirito Santo – via Milani 1 – CesenaMostra sui Grands Ensembles nelle periferie urbane francesiInaugurazione mercoledì, 7 novembre 2007, ore 17.30Orario di apertura:lunedì – venerdì 16.30 – 19.30Sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 16.30 – 19.30Ingresso gratuitoIl 7 novembre alle ore 17.30, negli spazi della Chiesa dello Spirito Santo, via Milani 1, a Cesena, avrà luogo l’inaugurazione della mostra Banlieue, banlieue. Architettura e società nella periferia di Parigi, organizzata dalla Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dell’Università di Bologna, a cura di Valter Balducci e Valentina Orioli.Lontana dall’intenzione di ricostruire la storia dell’urbanistica in Francia, l’esposizione “Banlieue, Banlieue” attraversa l’esperienza dei Grands Ensembles, veri e propri strumenti per la costruzione della nuova città moderna durante i “Trente Glorieuses” – così i francesi sono soliti denominare gli anni eroici della ricostruzione post-bellica e del boom economico, dalla fine della seconda guerra mondiale alla metà degli anni Settanta – sottolineando la relazione tra l’architettura che costituisce il principale elemento identitario nella banlieue e la società che la anima, amandola ed odiandola ad un tempo. Nell’intento di illustrare il complesso fenomeno dei Grands Ensembles, cui si sovrappongono le due altrettanto complesse vicende della loro vita sociale e della loro attuale trasformazione urbana ed architettonica, abbiamo cercato i evidenziare tre nuclei tematici, ai quali sono dedicati altrettanti spazi nella mostra: il primo relativo alla costruzione dei Grands Ensembles nel contesto della formazione della banlieue negli anni del secondo dopoguerra; il secondo dedicato alle trasformazioni del tessuto sociale, alla realtà sociale attuale ed alla critica da parte di coloro che hanno vissuto questi edifici speciali; il terzo relativo alle strategie ed ai progetti contemporanei di “réhabilitation” dei Grands Ensembles.