cocktail colorato 

Era giusto un paio di giorni, che che non stavo bene, purtroppo  e benchè avessi avuto la voglia di scrivere qualcosina, mi sono dovuto assentare per cause di forza maggiore(39°C di febbre). Ovviamente, ciò non interessa a te, che mi ascolti con quell’aria soffisticata e quasi sdegnata, ma forse a qualcuno, la cosa può interessare. Ma evitando di darci arie, sicuramente, qualcuno avrà letto qualcosa di mio o magari si è affezionato a cio che scrivo e soprattuto al modo singolare, con cui esprimo il mio estro creativo. Oppure, potrei anche sbagliarmi totalmente ed in questo caso sareri un povero illuso, si! l’ho detto che adesso sarai contento oppure no? Dai che non vedevi l’ora d’insultarmi, per darmi del poveretto di spirito e del fottuto presuntuoso con smanie di grandezza. Si li conosco quelli che fanno come te, sicuri proprio ego, strafottenti, e chiaramente maleducati, ci sono già le voci di corridoio che portano a me? Eh si, qualcuno me lo ha detto,

la mia vocina.

Eh si penserà di certo adesso. Cosa starà cercando di fare questo, non sa neppure cosa scrive e forse, non sa nemmeno dove vuole arrivare. Beh, credo che chiunque, alla fine non sa dove andrà a finire, sapete che intendo dire, vero? Si, parlo proprio dell’imprevedibile imprevisto. Quello che ti coglie di sorpresa e ti conduce dove meno ti aspetteresti di essere condotto. Si qull’errore, qual caso, quel piano mal congegnato

e non mi dire che non ti è mai capitata una cosa del genere, perchè questa è la vita.

Adesso, mi ha proprio rotto il tuo commento! ma anche se volessi parlare di filosofia, che ti interessa? Cosa diresti di finirla di sparlare alle spalle della gente e sottovoce per non farti sentire.

Dai!! dimmi che ti passa per la testina bacata che hai, lo vorrei proprio saperere!

Eh si, mi chiedo come mai però leggi queste parole poco interessanti, anche perchè mi sono stufato di litigare. E non mi dire che è per la ricetta, perchè non ticredo. In  questo momento potessi, ti darei una ricetta che so io. Anzi, ti darò la ricetta di un bel Coktail al Veleno:

coktail al veleno

Una piccola storia che è l’evoluzione del bere a Milano, una paoramica sui gusti e le modalità di bere degli ultimi due secoli. A Mi, alla fine dell’ottocento, in galleria, prima e dopo pranzo si degustava il Bitter, il Rabarbaro, l’ Amaro e il Fernet,  che successivamente, sono diventati famosi in tutto il mondo. Venivano serviti freddi lisci e al selz in un’atmosfera che fatta su misura per il mio amico lettore di prima, ossia un pò snob e ovviamente il target era decisamente alto. Ma, nelle serate d’inverno, all’uscita dal teatro, quando i caffè erano chiusi, bevevano il caffè che in gergo, veniva definito caffè allungato e cattivo “il caffè de genogg o ginocchio”.  Veniva fatto mettendo in infusione il caffeè con acqua riscaldata e veniva portao e venduto da  ambulanti che per spillare la bevanda dovevano mettersi in ginocchio sul selciato, da qui il nome.  Ciò significa, che spesso ci si accontenta di bere quello che la situazione contingente offre. Se a Milano gli aperitivi naquero nell’ottocento, a Torino nel secolo precedente, Antonio Carpano aveva inventato il Vermut e la città ne diventò la patria.

nightlife

Nasce il Milano-Torino il gemellaggio nel bicchiere tra le due città, Bitter e Vermouth (rosso) girerano il mondo nei tumbler serviti, col ghiaccio, in parti uguali con una fetta d’arancio in tutti i locali più trendy, con il nome definitivo di Americano . Alla fine dell’ottocento il barman Jeremy Thompson esordisce con  i primi cocktail a New York. I primi barman italiani,  hanno fatto esperienza in America, approdano nei grandi alberghi milanesi e iniziano a preparare cocktail ai clienti internazionali, poi altri barman che si sono fatti le ossa su navi da crociera ai Caraibi e conoscono già il rum come ingrediente del bere miscelato freddo. Presentano questo distillato ai milanesi come alternativa di consumo ai soliti punch caldi corroboranti, assunti solo come rimedio per il raffreddore.

Nella provincia di Milano (anni 50-60) c’è una proliferazione di piccole aziende che propongono sul mercato bitter, fernet, vermouth di mediocre qualità creando ancora più disaffezione da parte dei consumatori; se a questo si aggiunge una certa improvvisazione degli operatori dietro al banco, si giunge facilmente alla conclusione che le ordinazioni più gettonate sono rimaste per anni, oltre ai classici liquori milanesi, gli aperitivi sodati  e lo spumante.

 

grappolo

Purtroppo, ancora una volta mi devo congedare dal piacere di stare in vostra compagnia. Così dicendo, vi auguro buona giornata e ricordatevi di bervi il cocktail al Veleno stando attenti a non avvelenarvi troppo, fondamentale !!!! ”Cinture allacciate e non esagerare con il peso sui pedali”. Ricordandovi queste due cose, viaggerete con un buon grado di sicurezza e non creerete problemi agli altri. Ciao e alla prossima volta, il vostro Massimo.

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